LAMBRUSCO DI SORBARA

è il più antico, il più blasonato della famiglia e sicuramente il più celebrato da qualsivoglia scrittore o poeta che abbia avuto come musa la città della Ghirlandina. Secondo il disciplinare di produzione, il Lambrusco di Sorbara può essere prodotto con un 60% minimo di uve provenienti dal vitigno omonimo ed un 40 % massimo di Lambrusco Salamino. Altre tipologie di Lambrusco possono essere utilizzate fino ad un massimo del 15% mentre la resa non potrà superare i 180 quintali per ettaro.

Essendo una varietà maschio- sterile, non riesce ad allegare se non è presente un impollinatore come il Lambrusco Salamino. Le caratteristiche organolettiche maggiormente distintive sono il colore, da rosato a rosso rubino chiaro, una spuma vivace, dalle note olfattive intense e di buona finezza, fra le quali si possono riconoscere la violetta, ribes, mentre al palato il sapore è delicato di corpo non molto pronunciato.

LAMBRUSCO SALAMINO DI SANTA CROCE

il vitigno Salamino è il più coltivato nel modenese. Se da un lato infatti è considerato il partner ideale del Sorbara vista la scarsa attitudine alla fecondazione del Sorbara, dall’altro non dobbiamo dimenticare come possieda un’ottima vigoria e fornisca una produzione copiosa e costante ad ogni vendemmia. Secondo il disciplinare il Lambrusco Salamino può essere prodotto con un minimo 85 % delle uve dell’omonimo vitigno, mentre per il rimanente 15% possiamo utilizzare altri tipi di Lambrusco: Ancellotta o Fortana. Si presenta dal colore rosso rubino intenso, al viola con un’effervescenza abbastanza persistente che accompagna delle note olfattive vinose e fruttate. In bocca è fresco, sapido armonico e moderatamente tannico.

LAMBRUSCO GASPAROSSA

Indubbiamente elegante ed armonico, sebbene presenti un corpo più sostenuto rispetto alle altre tipologie di Lambrusco, è di colore rosato oppure rosso rubino intenso con sfumature violacee e spuma di media persistenza, mentre l’olfatto manifesta note vinose e di frutta fresca. La DOP stabilisce che venga prodotto con una percentuale di Lambrusco Grasparossa almeno per l’ottantacinque per cento, e per il resto con altre tipologie di lambrusco o Malbo Gentile. La resa massima consentita è di 180 quintali di uva per ettaro.

LAMBRUSCO DI MODENA

Anche se la denominazione era già in uso dalla metà del diciannovesimo secolo, ed indicava il vino prodotto con diverse tipologie di Lambrusco coltivate nella provincia modenese il marchio DOP è recente. Secondo il disciplinare di produzione è consentito l’utilizzo delle uve Lambrusco Grasparossa, Salamino, Sorbara, Marani, Maestri, Montericco, Oliva da sole o congiuntamente per un minimo dell’ottantacinque per cento. Il rimanente può essere prodotto con le varietà Ancellotta, Malbo Gentile e Fornata.

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